mercoledì 6 agosto 2014

Esperimento al MIT - qualsiasi oggetto può diventare una microspia

E’ possibile che un pacchetto di patatine possa “parlare” rilevando una conversazione che si svolge altrove? Certo. 



Tutto ciò grazie alla tecnica messa a punto dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) in collaborazione con Microsoft e Adobe, che misura le impercettibili vibrazioni prodotte dai suoni (voce umana compresa) su qualsiasi oggetto. In questo modo è possibile ricostruire i dialoghi di persone che si trovano nelle vicinanze di una pianta, di un bicchiere d’acqua, o di qualsiasi cosa possa possa far “rimbalzare” onde sonore, anche in una stanza insonorizzata, decodificando le vibrazioni che vengono trasformate nuovamente in parole. 
L’esperimento, che sarà presentato nella conferenza di computer grafica Siggraph, ha dato “voce” anche a fogli di alluminio, bicchieri e foglie. La tecnica è capace di trasformare gli oggetti in cimici da 007, ma permette anche di svelare alcune proprietà degli oggetti stessi. 
Il suono è formato, se non altro, da un insieme di vibrazioni, cioè di quasi invisibili movimenti dell’aria che colpiscono gli oggetti vicini. Sono vibrazioni troppo piccole per essere rilevate dai nostri occhi, ma non sfuggono a telecamere ad alta definizione. 
In questo modo, ma soprattutto grazie anche a un sofisticato software di elaborazione, i ricercatori statunitensi hanno trovato il modo di ascoltare il dialogo tra due persone in una stanza insonorizzata semplicemente vedendo le vibrazioni impresse sugli oggetti.

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